Orientarsi tra le sigle

inclu

L’organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica

La scuola italiana negli ultimi anni è andata incontro a grandi cambiamenti per garantire a tutti gli alunni un ambiente accogliente in cui realizzare il proprio percorso formativo e didattico a prescindere dalle diversità funzionali e da bisogni specifici. L’offerta di una scuola inclusiva capace di accompagnare gli studenti nella crescita personale, sociale e formativa si articola su vari livelli e necessita di diversi strumenti. Per aiutare le istituzioni scolastiche in questo compito, è stata creata una rete di supporto territoriale, che sarà oggetto di ulteriore riordino, per la condivisione delle problematiche e la gestione delle risorse disponibili. I docenti hanno così a disposizione una struttura diffusa capillarmente che si propone come punto di riferimento per i Bisogni Educativi Speciali. Tale supporto si articola a livello di singola scuola con i Gruppi di Lavoro sull’Handicap (GLHO) e i Gruppi di Lavoro per l’Inclusione (GLI); a livello distrettuale con i Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI); a livello provinciale con i Centri Territoriali di Supporto (CTS) e con i Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali (GLIP) e, infine, a livello regionale, con i Gruppi di Lavoro Interistituzionali Regionali (GLIR). A fare da raccordo tra questi organismi sono gli Uffici Scolastici Regionali e, a livello nazionale, il Coordinamento nazionale dei CTS, istituito presso il Miur.

estratto da www.rcseducation.it/guide-e-approfondimenti/lorganizzazione-territoriale-per-linclusione-scolastica